Quanto consuma una pompa di calore?

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aggiornato al 14-11-2017 updated 14-11-2017

Quanto consuma una pompa di calore? Da quali fattori dipende il consumo elettrico di una pompa di calore geotermica o aria-acqua? Come confrontare i consumi di una pompa di calore con un’altra prima dell’acquisto?

In questo post troverai risposta a queste domande essenziali nella scelta di una pompa di calore.

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Quanto consuma una pompa di calore?

Una pompa di calore consuma elettricità a causa di due componenti principali:
– il compressore
– le pompe di circolazione
Una pompa di calore consuma elettricità e quindi l’unità di misura utilizzata è il kWh (kilowattora) elettrico, che, ricordo, è una grandezza collocata nel tempo; si parla cioè di kWh al giorno oppure al mese oppure all’anno. Il consumo di kWh è correlato a quanta potenza compressore e circolatori assorbono istantaneamente nelle diverse condizioni d’uso della pompa di calore. Il compressore è assimilabile alla fiamma di una caldaia, che non risulta sempre accesa ma segue dei cicli di funzionamento a seconda delle esigenze di riscaldamento o prduzione ACS. L’assorbimento elettrico del compressore varia con l’utilizzo e la situazione cambia a seconda che il compressore sia ON/OFF oppure a inverter. L’assorbimento elettrico viene espresso in W (Watt) oppure kW (Kilowatt), da non confondersi con i kWh (come spesso si fa…); infatti il Watt è una misura di potenza istantanea, non collocata nel tempo.
Quanto consuma una pompa di calore dal punto di vista della potenza assorbita? Se guardiamo ad esempio all’assorbimento elettrico della pompa di calore aria-acqua inverter IVT AirX 90, che riscalda la mia casa, abbiamo in genere i seguenti assorbimenti elettrici (ricordati che gli assorbimenti cambiano a seconda dell’uso e della tipologia di impianto):
– dai 600 ai 1000 W nella maggior parte del tempo in riscaldamento a bassa temperatura;
– dai 1000 ai 1400 W quando produce acqua calda ad uso sanitario (ACS)
Se consideriamo una equivalente pompa di calore geotermica, dobbiamo dire innanzitutto che il settore è quasi del tutto dominato da pompe di calore con compressori on/off e non inverter (questo perchè chiaramente con inverter si deve sovradimensionare le sonde geotermiche alla potenza massima anche quando non è necessario). Quanto consuma quindi una pompa di calore geotermica? Facciamo un paio di esempi. Nel caso ad esempio di una pompa di calore geotermica IVT Greenline HE E/C7, equivalente all’AirX 90, gli assorbimenti si posizionano intorno ai 1.5kW, essi quindi spesso sono superiori dell’inverter AirX ma viene erogata una potenza termica sempre al 100%, contrariamente all’inverter. Nel caso della nuovissima pompa di calore inverter IVT Geo312C abbiamo in genere assorbimenti in genere inferiori di 150-200W rispetto ad AirX a parità di condizioni.

Da quali fattori dipende il consumo elettrico di una pompa di calore geotermica o aria-acqua?

Il consumo di una pompa di calore dipende dai seguenti parametri.
– Livello di efficienza della macchina (COP e soprattutto Cop stagionale SCOP); IVT AirX ha SCOP 5; la nuova pompa di calore geotermica IVT Geo 312C inverter ha SCOP 5,6.
– Impianto interno (alta o bassa temperatura); più bassa è la temperatura dell’acqua meno la pompa di calore consuma (in termini di watt assorbiti); un impianto a pavimento radiante necessita di temperature dell’acqua più basse e quindi la pompa di calore assorbe meno elettricità
– Tipologia di isolamento dell’edificio; l’edificio ha un cappotto esterno oppure è di soli mattoni? E’ chiaro che i consumi cambiano. Vale però la regola che meno isolato è più importante è scegliere di adottare una pompa di calore poichè la differenza di flusso di cassa tra impianto tradizionale e con pompa di calore aumenta (la forbice è divaricata); una casa superisolata potrebbe riscaldarsi con resistenza elettrica o con una super macchina e la differenza di consumo sarebbe quasi irrilevante (forbice chiusa).
– Impostazioni di temperatura interne; ogni grado in più o in meno impostato nella casa comporta un impatto significativo sui consumi; non solo, spesso si trascura l’effetto “massa termica” dell’edificio; in questo senso conviene impostare una temperatura costante per tutto il giorno piuttosto che due o più fasce orarie di temperatura.
– Rigidità o meno della stagione invernale o delle giornate; gli inverni cambiano di anno in anno, ad esempio quest’inverno (2015-2016) è più freddo del precedente e comporterà maggiori consumi della pompa di calore, che sia geotermica o aria-acqua.

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Come confrontare i consumi di una pompa di calore con un’altra prima dell’acquisto?

Ora ci può venire in aiuto la scheda tecnica obbligatoria che la normativa ErP richiede ai produttori. La norma europea infatti chiede tutta una serie di prestazioni della pompa di calore, riferite sia al funzionamento in bassa temperatura, che in alta; inoltre sono prese in esame tre zone climatiche fredda, media (Bruxelles) e calda. Oltre all’etichetta energetica, ogni pompa di calore è corredata da una tabella tecnica ricca di informazioni, tra cui i kWh elettrici richiesti nelle diverse condizioni.
A titolo di esempio riporto per la pompa di calore IVT AirX 90 i dati:
Etichetta energetica
Scheda consumi pompa di calore; qui possiamo vedere in seconda pagina quanto consuma una pompa di calore. E’ una scheda molto importante per poter confrontare quanto consuma una pompa di calore con un’altra.
Per quanto riguarda l’esperienza diretta relativa all’IVT AirX 90 che riscalda casa mia, ho rilevato, comprese le pompe di circolazione, i seguenti dati.
Dall’ 1/08/2015 al 14/11/2017 i consumi pompa di calore complessivi sono stati 5765 kWh elettrici, per una media (su 835 giorni) di 6,9 kW/ giorno, cioè a 0,22 eur/KWh, 1,5 eur/gg.
Dal 1 Agosto 2015 all’1 Agosto 2016 (12 mesi) sono stati consumati in totale 2800kWh elettrici.
Dal 1 Agosto 2016 all’1 Agosto 2017 (temperature minime raggiunte a -10°C) sono stati consumati circa 2600 kWh elettrici. Posso quindi confermare una media di consumo di 2700kWh/anno.
I dati sono in linea con la scheda ErP del consumo della pompa di calore, che indica circa 3200-3500 kWh/anno come consumi previsti.
Facendo riferimento ai consumi giornalieri posso dire che nel mio caso vengono consumati (valori inverni 2015-2016-2017):
– 1,7-2,3 kWh/giorno per acqua calda sanitaria (spesso vasca e un paio di docce)
– 10 kWh/giorno per ACS e riscaldamento nel periodo autunnale
– circa 20-22kWh/giorno quando le temperature sono rigide e per qualche ora si va sottozero. Ad esempio alla fine di gennaio 2016 abbiamo toccato i -8°C esterni e nel 2017 i -10°C.

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49 Commenti su “Quanto consuma una pompa di calore?”

  1. Ciao, avrei una questione da porre. Abito in 90 mq, in un condominio di nuova costruzione con impianto geotermico. I miei consumi registrati in Kwh/mc in un anno sono: 5700 per riscaldamento, 1700 raffrescamento, 47 ACS e 40 acqua fredda. Sono nella norma, vorrei un termine di paragone per capire. Grazie.

    • Ciao Elisa, immagino che tu intenda kWh/anno e non al metro cubo. I consumi in riscaldamento mi sembrano un po’ alti. Tutto pero’ dipende da quanto isolato è l’edificio e che sistema utilizzi (termosifoni o pavimento radiante). Consumi intorno ai 6000 kWh/anno si riferiscono in genere (normativa ErP) a pompe di calore da 14-17kW termici, adatte ad abitazioni di 180-220m2 con isolamento medio. Spero di essere stato di aiuto.

  2. Ho letto il suo ottimo articolo perchè ho da poco (inizio febbraio) installato una pdc Viessman Vitocal 250 da 10 kw in abbinamento alla mia caldaia a condensazione a metano sempre Viessman Vitodens 200 in modo che funzionino solo uno, solo l’altra o insieme a seconda di ciò che decide un software attraverso i costi della corrente elettrica e del gas e delle condizioni esterne. La mia abitazione (una villetta monofamigliare con un impianto fotovoltaico da 3 kw in provincia di Novara) è riscaldata con termosifoni tradizionali. La pdc è stata quindi impostata per produrre acqua calda a 55°. Il giudizio è estremamente negativo, sono passato da consumare circa 2.800 m3 di metano con un costo di circa 2.400€ e circa 5/600€ di corrente, ad un consumo di circa 60/70 kw al giorno (al netto dell’autoconsumo del fotovoltaico …) e quindi il sistema costerà di più (parecchio di più) del solo gas! Stiamo parlando che, bollette alla mano, prima il sistema gas+corrente mi costava (in inverno) circa 10,5€/giorno, ora mi costa solo di corrente 13,5€/giorno (il gas si è ovviamente di molto abbassato ma un paio di m3 li consumo ancora e quindi altri 1,5€/giorno per un totale di 15€/giorno … il 50% in più!). Ovviamente sono in causa con chi me l’ha venduta, ma se si legge in giro solo di risparmi che vanno dal 30% al 50% per quale ragione la mia consuma così tanto? Lei parla di 22 kw/giorno … un terzo di quanto consumo io! Grazie per l’eventuale risposta.

    • Salve Mauro, credo ci siano dei problemi di impostazione della pompa di calore. Quello che posso dirle è:
      – da settembre 2015 esiste una normativa ErP che impone alle case di pubblicare i kWh attesi di consumo pompa di calore in una anno. Controlli questa scheda. Nel caso di IVT AirX 90 ad esempio la scheda ErP dà circa 3200kWh/anno di consumo e nel mio caso abbiamo consumato 2800 kWh/anno in media in due anni, senza considerare il fotovoltaico, quindi la scheda è attendibile.
      – le pompe di calore Viessmann mi risulta essere dei buoni prodotti, credo si tratti di impostazioni da correggere o di errori di schema tecnico non ottimizzato per la gestione in alta temperatura;
      – dipende da quanto grande è la sua casa e quindi quanto centrata o sottodimensionata è la pompa di calore;
      – con termosifoni conviene (come con il pavimento radiante) operare in modulazione e non a punto fisso, con una curva climatica ad hoc e separare nettamente la produzione di ACS da quella di riscaldamento (temperatura variabile);
      – confermo consumo pompa di calore tra i 20 e i 28 kWh/giorno nel caso di utilizzo con pavimento radiante con la mia pompa di calore IVT AirX 90 da 9 kW termici nominali.
      – 3kW picco di fotovoltaico non servono per la pompa di calore, sono sufficienti a coprire solo il fabbisogno di energia degli altri elettrodomestici.

  3. Ciao. Non mi è chiaro un cosa sui consumi elettrici delle caldaie a pompa di calore. Mi sono convinto che nel prossimo futuro dovrò utilizzare una soluzione ibrida pompa di calore + caldaia a condensazione per riscaldamento e raffreddamento estivo. Non ho capito se il mio attuale contatore standard elettrico da 3kw può bastare per sopportare l’assorbimento elettrico della pompa oppure se dovrò fare un update ad una potenza più elevata. Se così fosse mi brucerei il risparmio in quote fisse al fornitore di energia elettrica. Dico bene o male? Grazie mille

    • Ciao Rino quello che posso commentare è:
      – scegliere o pompa di calore o caldaia, i sistemi ibridi a mio parere in genere raddoppiano la complessità del sistema
      – confermo che sia io che alcuno clienti di pompe di calore hanno contatori da 3kW e questi sono sufficienti. Viene spesso usato un gestore di carico per inibire la pompa di calore nel caso di picchi di consumo significativi causati da altri elettrodomestici. Spesso comunque i contatori (con potenze termiche fino a 9-10kW) sono da 4.5 kW

  4. ernesto

    complimenti per l’articolo. La mia casa è dotata di riscaldamento a pavimento, superficie riscaldata di 250 mq, con una caldaia Baxi Luna 3 ht 240 confort. Ho l’impianto fotovoltaico da 4,55 kw, pannelli Panasonic da 335, I consumi sono di 6.500 kwh annui mentre il metano, per riscaldamento e cucina, di 2.400 m3 e vorrei passare alla pompa di calore , ma non so come, quanto conviene e se conviene. Vorrei un parere tecnico su fattibilità. costi, detrazioni- sovvenzioni e tipo di impianto. Abito in provincia di Varese, area Malpensa. Se mi potete aiutare con suggerimenti, ve ne sarei grato. grazie

    • Relativamente alla sua domanda possiamo ipotizzare una IVT AirX170 con IVT Airmodule per la produzione di acqua calda sanitaria.
      Immagino che i terminali in casa siano termosifoni.
      La sua casa consuma per riscaldamento poco piu’ del doppio di quanto consumavo io prima del passaggio a IVT AirX 90 (metà della potenza prevista per la sua abitazione), cioè circa 1000m3. Con il metano la mia bolletta del gas si aggirava intorno ai 900-1000 eur/all’anno. Oggi in media (sono circa due anni che possediamo una IVT AirX) consumiamo circa 2800 kWh/all’anno (la rinvio al blog per leggere i consumi in dettaglio). Noi, senza considerare il fotovoltaico, abbiamo spese quindi ridotte di circa il 30-35%. Questa percentuale di risparmio è in genere confermata anche da altri clienti, anche se essa dipende da diversi fattori (impostazioni di temperatura in casa, tipologia di impianto di riscaldamento ad alta o bassa temperatura, tipologia e stato dei termosifoni e delle linee di distribuzione, esistenza di ricircolo del sanitario, clima locale, eccetera) e quindi puo’ variare da caso a caso.

  5. Buon giorno per cortesia volevo una prima informazione sul mondo delle pompe di calore per riscaldamento, queste si riescono ad installarle e se conviene quando si hanno dei termosifoni tradizionali?
    Grazie e buon lavoro.

    • Ciao Diego. Se consideriamo quanto consuma una pompa di calore, se andiamo su prodotti premium abbiamo risparmi intorno al 30-35% rispetto al metano e del 70-80% rispetto a GPL e gasolio. Inoltre è possibile la detrazione fiscale del 65%. Se si utilizzano pompe di calore in alta temperatura come le IVT Greenline (geotermiche) e le IVT AirX (aria-acqua) il collegamento a termosifoni è possibile senza problemi. Il primo impianto in alta temperatura che ho seguito risale al 2004 e da allora più del 60% dei nostri sistemi sono collegati a termosifoni. 🙂

    • Con tutto il rispetto x le nuove tecnologie , ma se io devo decidere x una caldaia nuova a condensazione e una PDC , scelgo la caldaia . Sempre che si parli di metano . Questo famoso 30 % di risparmio è un calcolo fatto considerando anche il raffrescamento . E quando siamo alla fine lo SCOP è al massimo 3 . Tradotto in soldoni ( specialmente coi radiatori ) parliamo di un 10 % di risparmio in bolletta. Francamente non riesco a capire dove sia la convenienza . Questi generatori sono adatti a luoghi commerciali , dove c’è pochissima richiesta di ACS e si raffresca sempre e comunque ,ecco che allora ha senso ECONOMICAMENTE una bolletta più bassa . Ma nel residenziale proprio no .

      • Salve Gess, purtroppo devo correggerti. La statistica dei risparmi dei nostri clienti Italia riporta un risparmio medio reale rispetto al gas metano del 35% e del 70-80% rispetto a GPL e gasolio. La quasi totalità dei nostri clienti in questi venti anni è di tipo residenziale non commerciale.

  6. Giuseppe

    Ottimo articolo sulla pompa di calore geotermica, ma non mi ha tolto il dubbio sulla sua convenienza o meno rispetto ad un riscaldamento tradizionale con caldaia a gas. Con un appartamento di 150 mq. circa con vetricamera, qual è la percentuale di risparmio, se esiste, tra consumo di gas ed energia elettrica. Grazie

    • ciao Giuseppe. Grazie del tuo giudizio sull’articolo. In media reale su clienti Italia abbiamo risparmi del 30-35% rispetto ai consumi a metano e del 70-80% rispetto ai consumi a gpl o gasolio. Ad esempio nel mio caso siamo passati da circa 1000 eur di bolletta metano a 650 con pompa di calore IVT Air X.

  7. Buongiorno. Io vorrei delle risposte a domande più banali e concrete. Per un appartamento di 160 mq centro Italia dove temperature più basse arrivano massimo a -2 che tipo di pompa di calore dovrei usare per riscaldare casa. Quali sarebbero i costi di acquisto e gestione. Posso aggiungere che l’appartamento è dotato di termosifoni a parete e ventilconvettori. Capisco che è difficile definire un costo senza sapere la collocazione dell’immobile, la zona e altre informazioni. Ma vorrei un prezzo orientativo minimo e massimo. Cordiali saluti.

  8. Lorenzo

    Ciao Davide,
    ho una casa di 175mq complessivi dislocata su 2 piani (piano terra più mansarda semiabitabile di 40mq con annesso locale tecnico). Siamo in 4 ed ho riscaldamento radiante al piano primo e 2 termoarredi in mansarda, tutto in bassa temeperatura.
    Sto valutando una PDC serie SMALLY Pumy125 mitusbishi con modulo indronico solo caldo Hydrobox per ACS e riscaldamento. Temoaccumulatore ECO COMBI 3PDC da 500lt integrato con 2 pannelli solari da 2,5mq.
    Volevo sapere quale potrebbe essere il mio consumo medio annuo (in termini di Kwh e euro in bolletta) utilizzando questa soluzione (ad ora ho solo predisposizioni split interni e sto valutando l’idea di eventuale impianto fotovataico da 3 Kw).
    Volevo sapere se conviene davvero lasciare il gas per la PDC.
    Abito in zona di fascia C (Pisa) con temperatura abbastanza miti (max -5 durante l’inverno)
    In attesa di un tuo riscontro porgo cordiali saluti

  9. andrea pasinetti

    Ciao Davide,abito in provincia di Bergamo,è da tantissimo tempo che cercavo una persona competente e semplice nelle spiegazioni,ti volevo sottoporre la mia situazione :villetta su 2 piani di 140 mq con riscaldamento a pavimento, e taverna con termosifoni radianti in bassa temperatura e alimentati con caldaia a condensazione con accumulo in comodo locale tecnico adiacente al corsello,cappotto da 4cm …la mia intenzione era staccare completamente il gas,prevedevo di fornirmi di fotovoltaico e pompa di calore..il mio consumo elettrico medio annuo è di 4.650kw con una spesa di 1.360€…di quanti kw necessito e che spesa elettrica mi vedrò? Ti ringrazioooooooooooooo!!!!!!!!! per la pazienza 🙂

  10. Ciao Davide,sto per acquistare una casetta di 90mq netti di nuova costruzione e stavo valutando diverse pompe..mo avevano proposto la kita templari,per te si può avvicinare ai livelli della tua ivt?

  11. Avrei due domande:
    1. Nella tua ultima risposta dici che “A -22°C una pompa di claore aria-acqua in genere non riesce a funzionare.”
    Nella mia zona gli inverni non sono molto freddi (generalmente qualche grado sottozero, solo occasionalmente diversi gradi sotto) ma sporadicamente (diciamo una volta ogni vent’anni) capita un inverno con – 15° o meno. Cosa succede a chi ha una pompa aria-acqua? Rimane al freddo? La tua casa, per esempio, sarà in caso di superare un inverno eccezionale, diciamo anche solo una settimana di temperature davvero polari, o dovrai integrare con scaldino elettrico e/o braciere?
    2. La pompa collegata ad un impianto a pavimento si può usare per raffrescare così com’è o servono ulteriori accessori? Chiedo perchè ho letto in un altro sito qualcosa come: “i progettisti stanno abbandonando il raffrescamento a pavimento per problemi di complessità tecnica e preferiscono adottare fancoil (o nome simile) appositamente predisposti per questo scopo.”
    Chiedo chiarimenti su questo punto perchè mi attirava l’idea di risparmiare evitando l’installazione di condizionatori che nella mia zona non userei più di due settimane l’anno.
    Grazie in anticipo.
    PS ho già richiesto un preventivo.

    • Ciao Patrizia. Rispondo alle tue domande.
      1) Abbiamo clienti, ad esempio in provincia dell’Aquila, che lo scorso invoerno hanno toccato i -18°C esterni. E la pompa di calore aria acqua IVT AirX ha funzionato perfettamente. Ricordo che le condizioni più onerose per una pompa di calore relativamente ai consumi sono costituite da temperature sottozero e presenza di nebbia.
      2) certo la pompa di calore IVT AirX permette l’inversione di ciclo e il raffrescamento estivo. Viene prodotta acqua refrigerata a temperature impostabili. L’acqua refrigerata puo’ essere usata con pavimento radiante ma è obbligatoria la deumidificazione degli ambienti con fancoil o deumidificatori (in genere uno per piano). I consumi della pompa di calore sono determinati dalla somma dei consumi invernali e dei consumi estivi.

      • Grazie per le risposte. Avrei bisogno di ulteriori chiarimenti perchè non ho trovato quello che cercavo né nel sito né nelle brochure che ho ricevuto.
        1) Quanto dura la garanzia della pompa di calore IVT AirX ?
        2) Qual è l’aspettativa di vita della suddetta pdc?
        3) Richiede manutenzione (regolare e/o straordinaria) e se si quanto costa mediamente all’anno la manutenzione?
        4) La pdc riesce a gestire un impianto di riscaldamento a pavimento con 2 zone a temperature diverse (zona notte più fresca, zona giorno più calda)?
        5) Se inverto il ciclo per produrre acqua refrigerata per il raffrescamento estivo, cosa succede all’acqua sanitaria? Mi spiego, può la pdc produrre contemporaneamente acqua fresca per la climatizzazione e acqua calda per il bagno?
        Questa inversione di ciclo può influire negativamente sulla vita/prestazioni della pdc? Chiedo perchè se la IVT AirX è di produzione svedese immagino non sia stata realizzata nè testata con in mente anche il raffrescamento.
        6) in pratica, se installo una IVT AirX, qual è la soluzione tecnica migliore per il raffrescamento estivo (considerando che ne farò un uso limitato e che si tratta di nuova costruzione)?

        • 1) 2 anni estensibile
          2) 15 anni
          3) in genere non richiede manutenzione se non una pulizia / controllo da parte del cliente finale
          4) certo si puo’ anch usare buffer inerziale
          5) viene comunque data precedenza alla produzione di ACS; i raffrescamento viene ottimizzato per gestire i consumi della pompa di calore. IVT è l’azienda che produce per l’intero Gruppo Bosch, IVT airX quindi è sviluppata per tutti i climi europei. Abbiamo IVT airX che funzionano in Sardegna e centro/sud Italia.
          6) piccolo buffer inerziale e fancoil oppure pavimento radiante con deumidificatori

  12. Pier Giorgio

    Sento dire che le pdc on off sono migliori perchè hanno un periodo di vita superiore ai 20 anni mentre quelle a inverter durano al massimo 6 anni in quanto sono dei condizionatori asiatici riadattati e non performanti per lavorare al freddo, è vero ?
    Possiedo due Nex polar da 15 Kw, lavorano da 5 anni e lo scorso anno ho dovuto sostituire la scheda principale (1300 euro) e in questi giorni si è rotta una scheda minore per cui non so ancora il costo della riparazione. L’altra invece ha sempre funzionato (facciamo le corna). Entrambe sono posizionate esternamente a 950 metri slm, dove abbiamo 9 mesi di freddo e 3 di fresco. Scambiano all’interno di un puffer di 800 litri collegato al riscaldamento e a un puffer da 1500 litri per il sanitario che è servito anche da un adeguato impianto solare. Non ci sono problemi di costi per l’eletttricitò grazie a buon impianto fotovoltaico. Le Nex polar sotto i -5 gradi faticano abbastanza a produrre acqua a 60 gradi per cui quando ho maggiore richiesta di caldo quando l’acqua del puffer sende sotto i 45 gradi uso in supporto una caldaia a condensazione che mi risolve la situazione mandando direttamente dentro il puffer l’acqua a 70 gradi.
    Ora un tecnico mi ha detto che la causa del guasto di quella pompa potrebbe essere dovuta al fatto che non è stato installato un boiler di compensazione, o cosa del genere a monte della mandata, dice bene ?
    grazie

    • Buongiorno PierGiorgio. Direi che la tecnologia oggi è solo inverter. Non ci sono solo pompe di calore asiatiche nel mercato ma anche pompe di calore prodotto totalmente in Europa, ad esempio in Austria, Danimarca e Svezia come IVT AirX. COme dicevo a una commentatrice, abbiamo clienti con IVT Air X che hanno sperimentato temperature a -18°C.

  13. Sono un privato cittadino che sta ristrutturando un immobile, si tratta di una modifica abbastanza importante dell’immobile, per cui vorrei prendere una strada “defintiva” che valga anche per il futuro.

    In parole povere la situazione è la seguente:

    abitazione disposta su due livelli, circa 100mq, piano rilazato +/-60mq, piano primo +/- 40mq.

    “risolta” la questione del raffrescamento estivo che vado a fare con 4 condizionatori monosplit da 12.000btu cadauno, che ho piazzato nei punti più strategici dei due piani, anche sulla base di quello che potevo fare per non andare ad intaccare travi e cordoli, mi rimane la questione del riscaldamento invernale.

    partendo dal presupposto che mi doterò di impianto di riscaldamento a pannelli radianti (impianto a pavimento) la grande incognita sta nel come alimentare i suddetti panelli radianti, le soluzioni a cui sono giunto sono le seguenti:

    1) soluzione tradizionale con una caldaia a condensazione ad elevata modulabilità in modo che faccia il minor numero possibile di accensioni e spegnimenti e funzioni al minimo in maniera costante;

    2) soluzione innovativa e “golosa”, la pompa di calore. questa mi pone numerosi dubbi, in particolare, il dimensionamento della pompa di calore.
    tenendo conto che la casa oggeto della ristrutturazione non avrà isolamento a cappotto, con dei calcoli molto approssimativi, mi risulta che siano necessari 32.4kw per il riscaldamento della casa. A questo punto prendendo in considerazione una pompa di calore a media/buona efficienza, avrei un assorbimento in kw/h pari a circa 8kw/h.

    fatte queste premesse, passiamo alla fase delle domande:

    A) ritenete che il mio calcolo, per quanto apporssimativo sia/possa essere considerato abbastanza attendibile?
    B) considerato l’utilizzo della pdc come riscaldamento e non volendo aumentare la portata del contatore oltre i 3kw/h, nell’ipotesi di affincare del fotovoltaico alla pdc, come pensate che sia possibile gestire il consumo della pompa di calore nella stagioen invernale? cioè quando serve il suo utilizzo e invece la resa dei pannelli fitovoltaici, se tutto va bene, si dimezza?

    Mi scuso anticipatamente se ho espresso questi pochi concetti in maniera abbastanza confusa e raffazzonata, però i dubbi sono tanti e prima di rivolgermi ad un professionista del settore vorrei avere un minimo di indicazioni da chi ne sa più di me, anche per avere una infarinatura generale delle questioni… .

    • Buongiorno Massimo, mi scuso del ritardo della mia risposta. Guardando alla tua cubatura e al fatto che andrai a isolare con cappotto, la tua casa probabilmente ha dispersioni intorno ai 9-10kW termici a -5°C esterni. Ti basta quindi un apompa di calore come IVT AirX 90. Per quanto riguarda il contatore enel, io continuo ad usare quello da 3.3 kW (!!!). Considera la mia una situazione limite; un contatore da 4,5 kW potrebbe essere sufficiente, con le informazioni che mi hai dato. I consumi secondo norma ErP di AirX 90 si assestano in bassa temperatura e clima medio (Bruxelles) a circa 3500kWh/anno; il mio consuntivo, senza fotovoltaico è più basso, a 2800 kWh/anno.

    • Salve Nino, Maxa mi risulta di produzione cinese ma non ne sono completamente sicuro. La prestazione di questa pompa di calore è media.

  14. Ho sentito dire che la pompa di calore aria-acqua, quando la temperatura esterna scende sotto i 3 gradi, consuma più di una caldaia a gas. Sarà vero?

    • Salve Nino, direi assolutamente di no. A -7°C IVT AirX 90 ad esempio ha un COP prossimo a 3, che risulta ancora molto alto. A 2°C esterni i COP si assestano intorno a 4.3, cioè estermamente alti: Questo si traduce in consumi molto ridotti. La riduzione dei consumi rispetto a una caldaia a gas metano per una zona del nord Italia, si assesta in genere intorno al 30-35%.

  15. Scusa la mia ignoranza in materia.
    Tu hai detto che gli assorbimenti cambiano a seconda dell’uso e della tipologia di impianto:
    – dai 600 agli 800 W nella maggior parte del tempo in riscaldamento a bassa temperatura
    – dai 1000 ai 1400 W quando produce acqua calda ad uso sanitario
    Ok, però, dico io, quando la pompa di calore gira per scaldarmi (supponiamo che sia impostata a 50 gradi) 0 l’acqua dei termosifoni, o l’acqua sanitaria, non assorbe sempre gli stessi Watt?
    Grazie per la risposta che mi darai.

  16. Hai detto che il consumo dipende anche dalla temperatura che si imposta: nel mio caso per una casa in campagna che non utilizzo quasi mai durante l’inverno, imposterei una temperatura di soli 10° semplicemente per evitare che mi si congelino le tubature dell’acqua; la pompa di calore può funzionare anche così?
    Dimenticavo, attualmente ho un riscaldamento basato su una vecchia caldaia a gasolio (anni ’60) che riscalda l’aria con canalizzazione della stessa: potrei utilizzare la stessa canalizzazione per una pompa di calore aria-aria?

    • Certo, Umberto. In questo caso IVT AirX si collega (con o senza buffer inerziale) a una unità di trattamento aria (UTA), che viene attivata da termostati/serrande

  17. Quando ha specificato il cosnumo in kwh annui non ha specificato la grandezza della casa e quante persone ci sono il famiglia. Inoltre si riferisce al consumo del solo riscaldamento della casa o ti tutti consumi ( luce acqua calda)?
    secondo lei il consumo annuo complessivo in kwh (riscaldamento, luce acqua calda) per un appartamento di circa 50mq con pompa di calore elettrica a quanto potrebbe ammontare in media per una persona che sta fuori per lavoro 8 ore al giorno ?

    grazie

    • Salve Gio. Ha ragione provvedo a modificare il post anche se esso è strettamente legato a quello relativo al costo di una pompa di calore di cui trova il link. La rinvio a questa lettura. In effetti da quando a settembre 2015 è stata introdotta la normativa ErP le pompe di calore vengono etichettate dal punto di vista energetico. Nel post trova i link alle etichette di IVT AirX 90. Da uno di essi desume i consumi relativi alla specifica pompa di calore. Nel caso della mia abitazione da 140 m2 i consumi a conauntivo sono tra riscaldamento e acs di 2800 kWh/ano. È chiaro che nel suo caso in modo grezzo possiamo aspettarci un consumo intorno ai 1000-1300 kWh/anno con un prodotto con le caratteristiche di prestazioni di IVT Air.

  18. Francesco

    bel articolo. Nelle schede tecniche, anche quelle allegate non capisco quale sia la voce relativa all’ assorbimento di corrente. Tu dici che consumi 600w-1400w di corrente mi sembra poco, le schede parlano di 6+KW mi sembrano tantissimi. Volevo regolarmi con il contatore. Basta il solito 3kw o è troppo modesto, cosa consigli?

    • Ciao Francesco; ti ringrazio del commento. Se guardiamo agli assorbimenti che nella maggior parte del tempo avvengono nell’applicazione a casa mia dell’IVT AirX 90, confermo che oscillano tra 600 e 800W in riscaldamento a bassa temperatura e tra 1200 e 1400W quando la macchina produce acqua calda ad uso sanitario. Non solo, a casa nostra confermo che abbiamo un contratto Enel monofase da 3,3kW in tariffa D1, le piastre elettriche e un gestore di carico (ca 100 eur) che inibisce la partenza della pompa di calore se superiamo i kW assorbiti: in genere con due piastre elettriche accese (ca 2000W), l’illuminazione e la pompa di calore in riscaldamento, il gestore di carico non si attiva! Il gestore si attiva quando accendiamo la vecchia asciugatrice, che da sola assorbe 2500W. Vedo diversi contratti dei Clienti che per AirX90 attivano contratti da 4,5 o 6kW, anche se i 3kW con il gestore di carico possono andare bene per applicazioni con pavimento radiante. IVT AirX è la pompa di calore con il SCOP stagionale più alto al mondo, secondo il più esteso test (195 modelli di pompe di calore) condotto in Danimarca. In situazioni di freddo intenso (abbiamo toccato a dicembre i -8°C) l’inverter lavora a una potenza più elevata e quindi gli assorbimenti salgono, anche se ho visto toccare i 1800-2000W solo un paio di volte. Dipende anche dai settaggi dei termostati; consiglio una impostazione con una sola temperatura, giorno e notte, ad esempio a 19-20°C senza fasce orarie: si tratta infatti della soluzione più efficiente, in quanto utilizza la massa termica dell’abitazione. Nel caso di fasce orarie con elevate variazioni di temperatura l’inverter sarà indotto a lavorare di più nel passaggio tra la fascia a bassa temperatura e quella ad alta e gli assorbimenti saranno maggiori. Ti consiglio la lettura del post sul costo dell’installazione della pompa di calore e quello sul funzionamento di una pompa di calore sottozero, dove sono riportati dati interessanti su questa applicazione. 🙂

      • Francesco

        Grazie. Ti volevo chiedere delle info. La prima, per quanto concerne la componente freddo quanto BTU produce in totale? Io ho (avrò!) uno split da 12.000 nella sala che è la stanza più usata e 2 più piccoli da 9.000BTU rispettivamente al piano superiore e in mansarda, riesci a tirarli?
        La seconda è se posso combinare il riscaldamento a caldaia con split che faccia caldo. Come detto pocanzi, la sala è molto grande circa 40mq, attualmente ci sono solo 2 termosifoni. La mia idea era di abbassare la temperatura in caldaia ma compensare con lo split a caldo, si può fare? C’è un risparmio o alla fin della ferie non serve a molto? Stavo valutando l’idea di incrementare la superficie radiante con il riscaldamento a battiscopa, può essere utile?
        grazie

        • Francesco, IVT AirX è una pompa di calore aria-acqua, nel senso che produce acqua calda o refrigerata e quindi si connette a termosifoni o pavimento radiante o fancoil. Le unità split er condizionamento necessitano di tubi di refrigerante. Quello che dovresti usare sono i fancoil o vetilconvettori. In genere IVT AirX sostituisce in toto la caldaia, come nel mio caso.

          • Francesco

            Finalmente comincio a capirci qualcosa. Vediamo se ho capito, in buona sostanza ci sarebbero da sostituire i termosifoni con termoconvettori in modo da avere sia caldo che freddo. GLi split non servo di conseguenza.
            Ti spiego il mio contesto. Mi sto accingendo a comprare casa. Ha una decina di anni con riscaldamento a metano e termosifoni. Ci sono già gli split e il condizionatore esterno ma loro se lo porteranno via, meglio così, è molto vecchio e non mi interessava proprio. Resterà la predisposizione. Considerando che la caldaia è del 2002 sto valutando l’ idea di comprarne una nuova (fin che ci sono i contributi). A questo punto non so se sia meglio una a condensazione che farà solo caldo più tutto il circuito split/motore x il freddo o una a pompa di calore. Non riesco ad orientarmi in rapporto costo/benefici

          • Puoi lasciare buona parte dei termosifoni e sostituirne solo pochi in punti strategici, ad esempio uno un zona giorno e uno in zona notte per l’uso in raffrescamento. Va controllato l’isolamento delle linee esistenti per evitare fenomeni di condensa. La pompa di calore aria-acqua IVT AirX scambia calore con laria esterna e produce acqua calda (per riscaldamento e acs fino a 63°C) e acqua refrigerata. La potenza della pompa di calore e quindi il modello dipendono dalle dimensioni della casa e dal suo isolamento. Ri consiglierei di inviare mail a info@geotherm.it descrivendo il tuo progetto. Se vai ai post che ti ho indicato trovi anche una indicazione dei costi sostenuti per un sistema con IVT AirX90. 🙂

          • La maggior parte dei clienti di pompe di calore utilizza la detrazione fiscale del 65% e la tariffa agevolata D1

          • Francesco

            Ciao ti ho inviato la richiesta di un preventivo online. grazie

          • Antonio

            Io sento dire delle cose incredibili… Noi tre anni che facciamo impianti a bolletta zero gas… A pompa di calore e lavorano con dellle rese altissime anche a -22 esterno.

          • Salve Antonio. Il consumo elettrico di una pompa di calore dipende da molteplici fattori, come vedi in questo post; possiamo acquistare il prodotto più efficiente nel mercato ma interpretare male l’impianto interno o fare degli errori di installazione che poi pregiudicano la resa della pompa di calore. Sicuramente le pompe di calore geotermiche non risentono degli abbassamenti di temperatura dell’aria esterna durante l’inverno. A -22°C una pompa di claore aria-acqua in genere non riesce a funzionare. Cero staccarsi dal gas è una cosa indescrivibile, che ho provato come famiglia; si prova lo stesso piacere sottile che si ha quando ci si muove su un’auto ibrida o elettrica. 🙂