Lucia Capuzzi, giornalista e inviata di Avvenire (America latina e Afghanistan) ha stamattina condotto un’ottima, secondo me, Prima Pagina su Radio3 (i giornali del giorno letti e commentati), con un interessante filo diretto con gli ascoltatori alle otto.
Alla notizia di un ascoltatore della possibile partecipazione di banche private alla spesa militare europea nel piano di Ursula von der Leyen, la giornalista riporta che il 2024 è stato un record di spese per gli armamenti (oltre al record di aumento di temperatura globale, aggiungo io) e sottolinea, pur rimanendo fermi nella necessità di una Difesa comune europea, come non si ottimizzi la Difesa già esistente e non si sia investito adeguatamente nelle procedure e tecniche diplomatiche adatte a disinnescare e ridurre i conflitti nel mondo. Ci sono sussidi continui all’industria fossile e non si avvia e non si sostiene la transizione ecologica, nonostante l’aumentare delle catastrofi ambientali.
Stiamo assistendo inoltre alla sistematica distruzione dei paletti di diritto internazionale, nati per evitare l’amplificazione dei conflitti.
Questa puntata è bellissima per gli interventi degli ascoltatori e perchè la giornalista parla anche di speranza per le nuove generazioni. Va ascoltata a questo link (indicativamente dal min. 51): https://www.raiplaysound.it/audio/2025/02/Prima-pagina-del-26022025-24ca5bac-b383-4542-8598-5875b0c3b86e.html
La Capuzzi parla di comunque di coltivare la speranza, di “tanti e tante che fanno il loro pezzetto”, “la capacità di resistere quando non ci sono molte ragioni per farlo” e dice, commentando quanto detto da un altro ascoltatore e facendo riferimento all’importanza della speranza che “Quello che mi spaventa è che si sta insegnando ai giovani di avere paura del futuro”. “Questo tempo, invece ci richiede di creare frammenti di umanità”.
Ma noi in Geotherm cosa facciamo e possiamo fare? Stiamo facendo anche noi il nostro “pezzetto”? Quando proviamo a vendere una sistema ecologico a pompa di calore pensiamo solo al profitto o non dovremmo sempre tenere a mente questo “pezzetto” di impegno che abbiamo verso i nostri figli e le nuove generazioni? Magari cercando di ridurre il margine in modo sostenibile per disseminare piu’ impianti possibili? Valutando come ci spostiamo con le auto o come facciamo le nostre vacanze (ho appena acquistato un biglietto aereo per Valencia per quattro persone ma non mi sono chiesto quanto questo viaggio inquini e cosa posso fare per compensarlo)?
E tu cosa vuoi fare nelle piccole cose?


