Noi. Occidente. Basta.

Basta. Certo. Il lavoro. Certo, pompe di calore e prodotti etici. Certo, rispetto, verità, giustizia e ricerca di onestà d’impresa. Certo. Ma certi pugni nello stomaco io, per primo, li merito. Io che vado al mercato a cercare i vestiti cinesi che costano meno. E che magari butto via dopo un anno perchè non piu’ di moda. Io che compro oggetti di ogni genere, che costano sudore, fatica, sangue a uomini e donne. E bambini. Tanti bambini. Quelli di Haiti e quelli di cui nulla sappiamo. E penso a mio figlio di tre mesi; alla sua fortuna e a questa ingiustizia. Un pugno. Nello stomaco, in faccia. Le viscere che si ribellano e si contorcono. C’e’ qualcosa che non va nella nostra Libertà. C’e’ qualcosa che non va nel nostro sorriso. Basta. Non voglio piu’ essere indifferente. E tu che leggi. Pensi anche tu di non avere nessuna colpa? Pensi che non puoi fare nulla? Pensi che è cosi’ che vanno le cose? Pronto a tornare al caldo dei tuoi affetti, della tua famiglia e dei tuoi soldi? Anche tu, non pensi che sia l’ora di dire un piccolo basta? E allora, tu, cosa pensi di fare? D.M.

http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1248252/Childcare-Chinese-style-Father-chains-year-old-son-post-hes-work.html

http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/04/foto/cina_bimbo_incatenato_il_padre_al_lavoro-2185128/1/

http://www.ong.agimondo.it/dall-europa-e-dal-mondo/notizie/201002041414-cro-rt10160-cina_bimbo_legato_a_un_palo_genitori_al_lavoro_temono_lo_rubino

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